630 euro l’anno, 1.263, oltre 2.000: le cifre che circolano sono molto diverse, e hanno tutte una ragione. Abbiamo messo a confronto gli studi più recenti, dalla ricerca LAV alle indagini di Facile.it e Federconsumatori, per capire quanto costa davvero un cane o un gatto, dove vanno i soldi e come organizzarsi.
| In breve Secondo lo studio LAV–REF Ricerche (marzo 2026) una famiglia spende in media circa 630 euro l’anno per un cane o un gatto, per il 70% in alimentazione. Secondo l’indagine Facile.it–EMG Different (gennaio 2026) nel 2025 i proprietari hanno dichiarato in media 1.263 euro per un cane e 767 per un gatto. Secondo Federconsumatori (agosto 2025) un cane adulto costa da 1.500 a 2.232 euro l’anno a seconda della taglia, un gatto adulto 892 euro. Cibo e prestazioni veterinarie hanno l’IVA al 22%; la detrazione del 19% vale al massimo circa 80 euro l’anno. |
“Quanto costa un cane?” è una delle domande più cercate da chi pensa di adottare, e anche una delle più difficili. La risposta cambia a seconda della taglia, dell’età, della salute dell’animale, di dove si vive e di quanto si lavora fuori casa. Cambia anche a seconda di chi fa il conto e di come lo fa. Per questo, invece di proporre una cifra unica, abbiamo messo a confronto le tre fonti più recenti e autorevoli disponibili in Italia, spiegando cosa misura ciascuna.
Tre studi, tre cifre: perché sono diverse
| Fonte | Cosa misura | Cane | Gatto |
| LAV – REF Ricerche (marzo 2026) | Spesa media annua delle famiglie per un animale | circa 630 € | circa 630 € |
| Facile.it – EMG Different (gennaio 2026) | Spesa dichiarata dai proprietari per il 2025 | 1.263 € | 767 € |
| Federconsumatori (agosto 2025) | Costo stimato di un paniere completo di cura, per un animale adottato, dal secondo anno | 1.500 € (piccola taglia) – 2.232 € (media/grande) | 892 € |
Le differenze dipendono dal metodo. Lo studio LAV parla di una media di famiglia, che comprende anche chi spende poco e chi fa a meno di servizi come pet sitter o toelettatura. L’indagine Facile.it raccoglie ciò che i proprietari dichiarano di aver speso in un anno. Federconsumatori costruisce invece un paniere completo di tutto ciò che servirebbe per una cura regolare, e ne calcola il costo: è la stima più alta perché non ammette rinunce. Tre fotografie diverse della stessa realtà, tutte utili: la prima dice quanto spendono le famiglie, la seconda quanto spendono i proprietari, la terza quanto servirebbe per non farsi mancare nulla.
Lo studio LAV: 630 euro l’anno e un problema di tasse
Lo studio sul valore sociale ed economico della convivenza con cani e gatti, commissionato dalla LAV (Lega Anti Vivisezione) e realizzato da REF Ricerche, è stato presentato a Roma il 17 marzo 2026. I numeri di contesto: tra il 2016 e il 2024 i cani e i gatti nelle famiglie italiane sono passati da 14,4 a 21,9 milioni; il 42% delle persone ha un rapporto quotidiano con un animale; il settore vale circa 7 miliardi di euro, lo 0,4% del PIL.
Per le famiglie, la spesa media è di circa 630 euro l’anno, per il 70% dovuta all’alimentazione. La LAV sottolinea però che anche in situazioni di base si possono superare i mille euro, e che le cifre salgono molto in presenza di problemi di salute.
Il dato che colpisce di più riguarda chi resta indietro: secondo lo studio, il 23% delle persone ha rinunciato ad accogliere un animale per motivi economici e il 10% è stato costretto a separarsene. Un costo che, secondo la LAV, può tradursi anche in incuria involontaria e in un aumento del randagismo.
Le voci di spesa del cane
L’indagine commissionata da Facile.it all’istituto EMG Different, condotta a gennaio 2026 su un campione rappresentativo dei proprietari italiani di animali, permette di vedere come si distribuisce la spesa. Per il cane, le tre voci principali dichiarate per il 2025 sono:
| Voce | Spesa media annua dichiarata |
| Cibo | 358 € |
| Pet sitter o asilo | 202 € |
| Veterinario | 193 € |
| Totale medio (tutte le voci) | 1.263 € |
La seconda voce dice molto del modo in cui viviamo: per chi lavora fuori casa tutto il giorno, soprattutto nelle grandi città, il pet sitter o l’asilo per cani è diventato una spesa ricorrente. È una voce che spesso non si considera prima di adottare, e che per un cane che resta molte ore da solo può fare la differenza per il suo benessere.
Le voci di spesa del gatto
| Voce | Spesa media annua dichiarata |
| Cibo | 240 € |
| Veterinario | 107 € |
| Lettiere, sabbie e traverse | 82 € |
| Totale medio (tutte le voci) | 767 € |
Il gatto costa meno del cane in quasi tutte le voci, ma ha una spesa fissa che il cane non ha: la lettiera. E, come per il cane, il veterinario è la voce che cresce di più con l’età.
Il primo anno costa di più
Il primo anno insieme ha costi che poi non si ripetono: il corredo iniziale, le vaccinazioni del cucciolo, la sterilizzazione quando prevista. Secondo l’Osservatorio nazionale Federconsumatori, aggiornato ad agosto 2025, mantenere un cane nel primo anno costa da 1.707,70 a 2.497,50 euro, a seconda della taglia; per un gatto la cifra è di 1.178,50 euro nel primo anno e di 892 euro negli anni successivi. Il calcolo riguarda un animale adottato: non comprende il prezzo d’acquisto, che per un cucciolo di razza può arrivare, ricorda Federconsumatori, anche a diverse migliaia di euro. Rispetto all’anno precedente, l’Osservatorio ha registrato aumenti tra il 3% e il 5%.
Gli imprevisti: il veterinario è la voce che cresce di più
La media annua nasconde il vero rischio per il bilancio familiare: l’imprevisto. Secondo l’indagine Facile.it, nel 2025 la spesa è aumentata in media di 149 euro per animale, e i costi dei controlli veterinari sono quelli cresciuti di più, con un aumento medio di 44 euro l’anno, quasi il doppio del cibo. Soprattutto, 4,1 milioni di proprietari hanno dovuto affrontare spese veterinarie impreviste, che in questi casi hanno superato i 500 euro. Solo una piccola parte, circa 329.000 persone, ha ottenuto un rimborso totale o parziale grazie a un’assicurazione.
| Il consiglio pratico Oltre al budget mensile, mettete da parte ogni mese una piccola somma in un fondo per le emergenze veterinarie. Un intervento imprevisto è la spesa che più spesso mette in difficoltà le famiglie: affrontarla con un fondo già pronto evita di dover scegliere tra le cure e il conto in banca. |
Tasse e detrazioni: cosa si può recuperare
Lo studio LAV mette in evidenza quella che l’associazione definisce una “discriminazione fiscale”. Il cibo per animali ha l’IVA al 22%, mentre quello per le persone ha aliquote tra il 4 e il 10%. Anche le prestazioni veterinarie hanno l’IVA al 22%, mentre le prestazioni sanitarie per le persone ne sono esenti. In Europa, ricorda la LAV, undici Paesi hanno già ridotto l’IVA sul cibo per animali allineandola a quella per le persone: la Germania, per esempio, applica il 7%.
L’unico sconto fiscale oggi disponibile è la detrazione IRPEF del 19% sulle spese veterinarie. Si applica solo alla parte di spesa compresa tra 129 e 550 euro, quindi il beneficio massimo è di circa 80 euro l’anno, indipendentemente dal numero di animali. Per ottenerla servono documenti di spesa intestati a chi fa la dichiarazione, con il codice fiscale: conservateli tutti, e verificate i requisiti dell’anno in corso con il vostro CAF o commercialista.
La LAV chiede al Parlamento di allineare l’IVA sul cibo per animali a quella per le persone, azzerare quella sulle prestazioni veterinarie, ampliare le detrazioni, agevolare l’accesso alle cure e sostenere le adozioni. Secondo l’associazione, tutte le forze politiche hanno presentato emendamenti in questa direzione alla legge di bilancio, senza che nessuno sia stato approvato.
Quando i costi diventano un problema: la veterinaria sociale
Per chi è in difficoltà economica esistono alcune esperienze, ancora poche e locali. Il Piemonte ha inserito nella legge regionale 16/2024 un servizio strutturato di veterinaria sociale per i cani e i gatti delle famiglie seguite dai servizi sociali. A Roma, la LAV ha aperto nell’ottobre 2024 un ambulatorio veterinario sociale per le persone assistite dalla Comunità di Sant’Egidio, che nel 2025 ha superato le mille visite e realizzato 219 interventi chirurgici; sempre a Roma, nel Municipio I, è nato il servizio VETincentro per i nuclei più fragili. Se vi trovate in difficoltà, chiedete ai servizi sociali del vostro Comune e alle associazioni animaliste del territorio: prima di rinunciare a un animale, spesso esiste un’alternativa.
Come organizzarsi prima di adottare
- Fate i conti sulla vita intera, non sul primo mese: un cane o un gatto vive molti anni, e le spese veterinarie crescono con l’età.
- Scegliete in base al vostro tempo, non solo al budget: se lavorate fuori casa tutto il giorno, il pet sitter o l’asilo per il cane sarà una voce fissa.
- Considerate la taglia: secondo Federconsumatori, tra un cane piccolo e uno medio-grande la differenza supera i 700 euro l’anno.
- Investite nella prevenzione: vaccini, antiparassitari e controlli periodici costano meno delle cure di una malattia trascurata.
- Create un fondo per gli imprevisti e valutate un’assicurazione, leggendo con attenzione franchigie, massimali ed esclusioni.
- Conservate tutti i documenti di spesa veterinaria per la detrazione.
- Adottate: le stime di Federconsumatori si riferiscono a un animale adottato e non includono il prezzo d’acquisto.
Domande frequenti
Quanto costa un cane all’anno?
Dipende dalla fonte e dalla taglia: circa 630 euro come media di famiglia secondo la LAV, 1.263 euro come spesa dichiarata dai proprietari secondo Facile.it, tra 1.500 e 2.232 euro per un paniere di cura completo secondo Federconsumatori.
Quanto costa un gatto all’anno?
Secondo l’indagine Facile.it i proprietari hanno speso in media 767 euro nel 2025; Federconsumatori stima 892 euro l’anno per un gatto adulto e 1.178,50 euro nel primo anno.
Qual è la spesa più alta?
Il cibo, che secondo la LAV rappresenta il 70% della spesa media delle famiglie. Ma la voce più imprevedibile è il veterinario: nel 2025, per 4,1 milioni di proprietari, le spese impreviste hanno superato i 500 euro.
Le spese veterinarie si possono detrarre?
Sì, al 19%, per la parte di spesa compresa tra 129 e 550 euro l’anno: il risparmio massimo è di circa 80 euro, a prescindere dal numero di animali.
| Un animale non è un lusso. Ma va messo in conto. Sapere quanto costa davvero è il primo modo per prendersene cura bene, per tutta la vita. |

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